dal 30-07-99
Nicolò Giuseppe Bellia
PENSIERI
SULLAMORE
EDITRICE ANTROPOCRATICA
1999
Copyright 1999
by Nicolò Giuseppe Bellia
Internet:
http://www.bellia.comPrinted in Italy
Proprietà letteraria riservata
Ogni Essere Umano, prima o poi, si troverà a dover prendere una posizione cosciente in merito a quanto si intende con la parola "amore".
La sfera dellamore è generalmente riferita sia ai rapporti tra i due sessi sia a quelli tra gli individui in generale.
In questo breve trattato sullamore parto dallesame delle condizioni per la nascita dellamore spirituale tra due Esseri Umani.
È indispensabile che, perché possa parlarsi di amore spirituale tra due individui, sia necessario che esso sia basato sulla reciproca conoscenza, cioè sulla comunione di un contenuto ideale da entrambi condiviso.
Il contenuto di idee di una persona è ciò che la caratterizza in senso superiore.
Prima di parlare di amore per un altro è necessario che lindividuo abbia amore per se stesso.
Perché ciò avvenga occorre che si sia contenti di se stessi, cioè che vi sia corrispondenza tra quello che si percepisce di se e quello che si considera un giusto modo di essere, rapportato alla propria condizione personale.
La percezione di se stessi avviene nella sfera dei sentimenti che ci rivelano il nostro sentire in rapporto a quanto ci viene incontro dallesterno e anche dallinterno.
Il giudizio sui nostri sentimenti nasce dal nostro pensare che li rapporta ai contenuti ideali intuibili dal pensiero.
Se il nostro pensiero è soddisfatto del nostro sentire abbiamo quella che si chiama felicità, viceversa si avrà una disarmonia che ci porrà il problema del suo superamento.
Se un individuo è privo della facoltà di pensare resterà in balia dei propri sentimenti e cercherà di renderli sempre più piacevoli usando i mezzi di cui dispone.
Questa posizione può definirsi egoistica in quanto considera preminenti le istanze dellego rispetto a tutto il resto.
Chi si forma una filosofia personale basata sui propri sentimenti diviene un mistico adoratore del proprio ego ed entrerà in conflitto con gli altri ogni qual volta si sentirà limitato in quelle che egli considera legittime istanze.
Percorrendo questa via non si perverrà mai allamore spirituale per un altro Essere Umano e si crederà di amare quando si vedrà qualcuno capace di favorire il nostro ego.
Chi non ha la capacità di uscire dal mondo dei propri sentimenti per immergersi nellimparziale mondo del pensiero, non potrà mai amare spiritualmente.
Lamore spirituale vuole che oltre che alla propria si miri alla felicità dellaltro, dal suo punto di vista.
Come si vede non serve incitare gli Esseri Umani ad amarsi lun laltro, bensì sarebbe necessario insegnare loro a pensare.
Chi sarà capace di pensare potrà immedesimarsi nella posizione di un altro e decidere di amarlo o meno in base a quanto avrà intuito dellaltro.
Anche in questo caso si potrà decidere di amare per fini personali o per fini più ampi in rapporto al grado dellevoluzione del propri sé.
Nel primo caso la molla allamore sarà ancora egoistica.
Come si vede il problema dellamore investe anche quello culturale, cioè della corretta evoluzione della propria personalità.
Il cammino verso una tale evoluzione costituisce il problema più importante per ciascun Essere Umano e dalla qualità di esso deriverà la possibilità del conseguimento della felicità individuale, più o meno armonica con la Vita.
In uno stadio evolutivo primitivo si considera il piacere, derivante dalla sfera materiale, come il fattore base della propria felicità; ma esistono anche piaceri derivanti dalla sfera ideale ben noti a tutti i creativi, la cui qualità e intensità è di gran lunga superiore a quelli connessi al mantenimento e all'affermazione di sé.
Io potrò amare un altro in quanto lo ritenga capace di procurarmi piacere nella sfera materiale e sentimentale oppure per ragioni ideali facenti parte di un contesto più ampio di valori.
Questi due tipi di amore sono legittimi a condizione che non violino le leggi della Vita e quindi si condannino aprioristicamente allinsuccesso e quindi allinfelicità.
Ogni sentimento di amore ha alla base la rappresentazione di una felicità, sia essa propria (egoismo) o altrui (altruismo).
Chi non ha mai amato non sa cosa sia la felicità e chi ha gustato la felicità dellamore vorrà mantenerla e rinnovarla continuamente, a livelli sempre superiori.
Chi crede di aver trovato la felicità nellamore sessuale tenterà sempre più ad incrementarla pervenendo allacquisizione di un vizio in tale campo giacché non potrà più farne a meno e la sua vita sarà una continua ricerca del piacere che si connette allattività sessuale.
Analogamente chi avrà gustato i piaceri connessi alla contemplazione della bellezza delle idee si attiverà per conseguirne di sempre più elevate.
La differenza tra i due tipi di ricerca consiste nel fatto che il primo è dipendente da fattori esterni e quindi limitativo della propria libertà, mentre il secondo dipende dal perfezionamento degli strumenti della personalità e quindi rientrante nel potere del singolo e di conseguenza compatibile con la propria libertà.
È evidente che prima o poi lEssere Umano si orienterà verso il secondo tipo di felicità sia per il suo grado più elevato, sia perché non condizionato da fattori esterni e quindi libero.
Lamore della libertà è lamore più grande realizzabile dallEssere Umano in quanto contenente in sé potenzialmente ogni altra forma di amore e passibile di continuo sviluppo.
Chi si sente libero è contemporaneamente felice e cercherà di accrescere tale propria condizione in un percorso ascendente in cui i condizionamenti esterni diverranno sempre più irrilevanti e la sfera personale conterrà tutto loccorrente per una felice esperienza di vita.
Chi non si impegnerà nella battaglia per la propria liberazione si condanna alla infelicità che deriva dalla sottomissione della persona a fattori esterni ad essa e quindi negativi ai fini della felicità individuale.
Se si condivide tale visione ci si attiverà per la ricerca dei mezzi per attuare un tale percorso rivolgendosi ai Maestri che da sempre indicano tali mezzi e sperimentando poi personalmente la validità di tali indicazioni.
Il vero Maestro risiede in ciascuno di noi e la forza necessaria lungo il cammino ci viene fornita dalla generosità della Vita come possiamo sperimentare tutti constatando che, malgrado i nostri innumerevoli errori, ciononostante siamo sempre in condizione di riprendere il cammino con rinnovate forze, sempre fresche.
Se si interpreta il dolore come la mancanza di un precedente stato di gioia si capirà che lunica via di salvezza da tale stato consiste nello studio dei fattori reali della vita per pervenire a quella condizione in cui la nostra felicità dipenderà solo da noi e non sarà più in balia di fattori esterni.
Quando si sia pervenuti alla conoscenza della libera felicità si rinuncerà volentieri a quelle cose che siano di limitazione di essa.
Si capirà allora che la Verità è la fonte di ogni felicità e si vedrà nella Bellezza la sua messaggera che ci fornisce, a livello percettivo, quello che poi si andrà a gustare a livello autocosciente.
Quanto alla Bontà va detto che essa non potrà discendere da una condizione di dolore ma scaturirà naturalmente da uno stadio di felicità vissuto nella Verità.
Tutto ciò che favorisce il cammino degli Esseri Umani nella ricerca della felicità nella Libertà è da considerare positivo e lAntropocrazia va vista in tale ottica.
Indice
Per poter meglio conoscere la sfera sessuale è necessario esaminare lomosessualità sia maschile che femminile.
Per la visione del mondo che sottostà alla concezione antropocratica, lomosessualità non può farsi risalire a fattori biologici o psicologici ma le sue cause vanno ricercate nel campo della formazione della personalità spirituale dellEssere Umano.
Lo sviluppo della coscienza individuale avviene, da un lato, con lacquisizione di esperienze penetrate dal Pensiero e, dallaltro, con la messa in atto di comportamenti derivanti dal valore di tali esperienze.
Le esperienze sono di due tipi; da un lato si riferiscono al mondo esterno e dallaltro alla interiorità umana.
Tra le percezioni derivanti dalla vita nella propria corporeità vi sono gli istinti e le passioni.
Per quanto riguarda gli istinti sessuali naturali si osserva che individui di sesso opposto possono, in determinate condizioni, attrarsi ed essere spinti a comportamenti da cui poi derivano sia momenti di piacere sia conseguenze di altro genere quali le nascite.
Se portiamo la nostra attenzione alla connessione tra impulsi sessuali e il piacere che deriva dalla loro messa in atto, possiamo pensare alla possibilità che la percezione del piacere possa indurre un Individuo a comportamenti di ricerca di esso indipendentemente dagli stimoli degli istinti.
Mentre nel campo animale laccoppiamento sessuale è tutto dipendente dagli stimoli naturali, negli Esseri Umani vi è la possibilità del tentativo di ricerca del piacere non in dipendenza della necessità della soddisfazione di un bisogno, ma come un bene cercato autonomamente.
Mettendo come importante motivo del proprio agire la ricerca autonoma del piacere sessuale, si perviene a conseguire un vizio che, come tale, è capace di creare dipendenza.
Se si è dellidea che ogni vizio riguarda non la sfera materiale ma quella rappresentativa, cioè lintima personalità spirituale, si può concludere che i comportamenti viziosi influenzano permanentemente quella che possiamo chiamare lanima umana.
Se si prende in ipotesi lidea della reincarnazione, in corpi di sesso diverso, si perviene alla comprensione del perché, in una vita successiva, in un corpo di natura diversa, quello che prima sembrava un comportamento naturale successivamente diventa palesemente deviato.
Lavere associato il piacere sessuale alla forma di un corpo di sesso diverso crea la causa di cercare ancora di trovare il piacere sessuale, in una vita successiva, attraverso corpi della forma di quelli precedentemente cercati e ciò in una circostanza in cui il proprio sesso sia mutato.
Questa è lunica spiegazione logica che riesco a dare al problema della genesi delle deviazioni omosessuali e labbandonerò solo quando qualcuno verrà a portarmi delle prove contrarie.
Nel caso che questa ipotesi corrisponda alla verità dei fatti, essa potrebbe essere un valido punto di partenza per affrontare costruttivamente il problema delle deviazioni omosessuali.
Lessenziale è, infatti, non già limitarsi alla constatazione dellesistenza del fenomeno, bensì, qualora lo si voglia correggere, avere una base di partenza conforme a verità.
Nella parte finale di questopera si affronterà il problema della possibilità per lEssere Umano di intervenire per correggere quello che prima ha guastato.
Mi interessa presentare subito questa ipotesi, che affido alla verifica personale di coloro che vivono il problema della omosessualità - con tutti i drammi psicologici che sono ad esso connessi -, per un certo valore che essa potrà avere ai fini generali che voglio raggiungere.
Da tale ipotesi infatti possono dedursi altri punti fermi che ci saranno utili nel corso dello sviluppo del discorso, che andiamo portando avanti, avente il fine di una corretta visione del problema sessuale in connessione con quello più generale dellAmore.
Sebbene la cosa possa sembrare ovvia, ritengo per me necessario ribadire una verità che si evince anche dallipotesi fatta e che, cioè, la percezione dellimpulso e del conseguente piacere sessuale è forte non solo per il sesso maschile, ma anche per quello femminile, se si assistono a deviazioni nelle due direzioni.
Unaltra importante osservazione che si può fare è quella che lIo ha necessità del piacere per uscire dallo stato di dolore in cui evidentemente si trova e diviene dipendente dalla fonte che gli procura tale piacere.
Se la fonte è esterna lIo diviene dipendente da essa e perde la propria libertà, se viceversa riuscisse a far dipendere il proprio piacere da una fonte interna a se stesso egli sarebbe libero.
È evidente che il piacere sessuale rende non liberi, mentre il piacere che si ricava dalla creatività, dipendendo esclusivamente dallattività dellIo, rende liberi.
È da pensare che lo sforzo per una proficua evoluzione dellIo cercherà di indirizzarsi verso la liberà e quindi verso la creatività, giacché non è concepibile che qualcuno voglia vivere permanentemente in uno stato di dipendenza da fattori esterni.
La via per realizzare la propria creatività sarà analizzata nella parte finale di questo lavoro; per il momento ci si limita a mettere in evidenza, da un lato, la necessità del piacere e, dallaltro, la doppia possibilità di conseguirlo o attraverso artifici esterni oppure con la propria autonoma attività.
Lesperienza insegna che quando si fa dipendere il conseguimento del piacere da cause esterne si cade sotto la tirannia di esse e quindi ci si espone a situazioni di dolore, che divengono sempre più frequenti man mano che gli organi con cui ci si procura il piacere tendono a deperire, per giungere alla fine ad uno stato di dolore permanente determinato dalla presenza di una brama che non si riesce ad attenuare e che consuma lIo.
Tutto lo sforzo culturale dellUmanità dovrà consistere nel cercare la via certa, per ciascun Essere Umano, per passare alla possibilità che la propria soddisfazione interiore dipenda esclusivamente dalle proprie autonome decisioni e non necessiti di condizioni non determinabili e controllabili dai Singoli.
Lo stato di dolore, che ineluttabilmente fa seguito al conseguimento di piaceri materiali, dimostra chiaramente che lIo non è di natura materiale, ma vive e si muove in una sfera diversa ed è al ritorno autocosciente verso tale sfera che ciascuno tenderà, prima o poi, al fine del ritrovamento di uno stato permanente di serenità, di gioia e quindi anche di piacere, che chiamiamo felicità, che è lesatto opposto dello stato di dolore che sperimentiamo nella realtà materiale quando non abbiamo ancora preso coscienza della natura non materiale dellIo.
Perché ci si possa rendere conto dei passi da compiere, nella direzione sopra indicata, per taluni occorrerà molto tempo, ma in ogni caso il processo di trasformazione dovrà essere preceduto dallacquisizione dellattitudine a pensare e chiunque si sforzi di conseguire tale capacità sta lavorando sulla via della propria futura completa autoliberazione, con laiuto della Vita e delle sue immancabili opportunità.
Chi abbia provato pienezza di soddisfazione in una qualsiasi attività promossa autonomamente ha già pregustato quella che diverrà sempre più una condizione stabile del proprio sentire.
Questa condizione di permanente felicità, cui ci si avvicinerà sempre più, è quel paradiso cui alludono le varie religioni e che non sarà il frutto differito di propri precedenti idonei comportamenti, ma che invece verrà sperimentato gradualmente, man mano che si procederà sulla via della creatività.
Chi voglia attentamente osservare il decorso della propria vita potrà ricavare autonomamente le convinzioni cui sopra si fa cenno.
Con il proseguire dellapprofondimento ci si convincerà anche, sempre più, che lo stato di felicità è sempre collegato ad un atto di amore, cioè ad un "uscire fuori" dallo stato grezzamente emotivo, per entrare in un quid diverso da noi, e pur a noi intimamente legato, capace di farci vivere in esso con atteggiamento creativo, per la realizzazione di un disegno generale, che diviene anche personale, dal momento che esso dipende dal nostro attivarci.
In altri termini lEssere Umano apprenderà sempre più ad abbandonare i vecchi schemi mentali generici che gli si imponevano dallesterno per essere il creatore di ogni proprio pensiero vivente, e così vedrà gradualmente sparire ogni propria precedente imperfezione.
Indice
Chi cerca di costruire un rapporto di coppia lo fa sulla via della ricerca della felicità.
Anche questo agire, come ogni agire umano in generale, per essere personale deve essere preceduto da un progetto.
Non basta il solo desiderare la felicità, sotto lo stimolo di impulsi naturali giacché, come tali, essi sono esterni alla vera personalità individuale.
Perché si possa formulare un qualsiasi progetto è necessario basarsi sulla scienza relativa allargomento che si vuole attuare.
Così come chi voglia progettare una struttura in cemento armato deve conoscere la scienza delle costruzioni, analogamente chi voglia realizzare un progetto di coppia deve avere almeno delle idee sullamore di coppia.
Con questo scritto si tende a fornire delle indicazioni per un lavoro in tale direzione.
A ciò si può obbiettare che ciascun Essere Umano ha una propria visione della felicità e che a nulla serve parlare della felicità in generale.
Tale obbiezione è fondata se la si riferisce al percorso individuale per il conseguimento della felicità, mentre per quanto riguarda le condizioni generali per il raggiungimento di un tale stato è evidente che esse dipendono anche da fattori oggettivi che occorre conoscere.
In altri termini ciascuno formulerà un progetto di felicità di coppia in dipendenza della propria rappresentazione della vita di coppia.
Se si ha una visione materialistica della vita si legherà il progetto di coppia alla sola vita sessuale ed in tale sfera si cercherà il piacere che verrà chiamato felicità.
Se invece si ha una esperienza di vita tale che si sia pervenuti alla convinzione che le soddisfazioni derivino anche da sfere non materiali, quali quella del sentimento e quella del pensiero, allora si amplierà il proprio progetto di coppia includendo in esso la visione totale dellEssere Umano e non la sola sua manifestazione sessuale.
Secondo una saggia visione dei fattori della vita degli Esseri Umani si sa che le sfere in cui il singolo si estrinseca sono tre: quella materiale, quella sentimentale e quella di pensiero.
Lintesa tra due individui di sesso diverso, per poter dar luogo alla realizzazione di una vita di coppia, deve essere triplice: deve basarsi sui sentimenti di reciproca simpatia (sentimento), su un contenuto ideale comune (pensiero) e su una reciproca attrazione naturale (sesso).
Per quanto riguarda lattrazione sessuale va osservato che essa non è individuale, cioè limitata esclusivamente ai due esseri in questione, ma è da considerare generica giacché ciascuno può essere attratto contemporaneamente da più individui; pertanto su tale base non è possibile fondare la nascita della coppia.
Per quanto riguarda la simpatia anchessa va considerata come generica giacché può pure manifestarsi contemporaneamente in più direzioni.
Lunica sfera in cui il rapporto diventa individuale è quella del pensiero in cui le singole personalità possono preventivamente valutare se vi è concordanza di vedute o meno.
Possiamo dire che la vera natura di ciascun Essere Umano si rivela nel proprio contenuto di pensiero, giacché per un essere normale le motivazioni alle azioni generalmente scaturiscono dalla propria concezione della vita.
È quindi dallapprofondimento di tale settore che deve iniziare la conoscenza di coloro che vogliano avviarsi ad una vita di coppia.
Certamente lavvio del problema nascerà o dallattrazione sessuale oppure dalla percezione di sentimenti di simpatia; queste sono le spinte naturali che possono far nascere il problema del tentativo di formare una coppia, ma la verifica della possibilità che il progetto possa avere pieno successo potrà essere fatta solo sul piano della conoscenza reciproca e quindi del pensiero.
Tale conoscenza verrà approfondita nella fase che viene definita di fidanzamento e sarà bene che in tale fase ci si astenga da rapporti sessuali per non turbare la serenità necessaria a formarsi delle idee sulla natura dellaltro.
Riepilogando quanto detto si può dire che tre sono le sfere in cui ci si muove per la formazione delle coppie umane: quella sessuale, quella sentimentale e quella spirituale (pensiero).
Se è presente la sola simpatia, si ha un rapporto naturale di amicizia; se è presente la simpatia e una comunione di idee si ha una amicizia operativa; se si ha la simpatia, la comunione didee e lattrazione sessuale vi sono le condizioni per la realizzazione del rapporto di coppia.
Va osservato che se nella coppia realizzata non continuerà costantemente lo scambio didee, il rapporto diverrà carente e ciascuno potrà cercare di colmare tale carenza rivolgendosi ad altri individui con i quali poter realizzare la comunione delle idee e quindi la coppia sarà soggetta a rottura.
Ciò in quanto, come detto sopra, sia lattrazione sessuale che la simpatia sono generiche e quindi aperte ad altri individui.
La piena soddisfazione di coppia si potrà avere se i tre campi verranno coltivati pienamente e contemporaneamente.
La comunione delle idee è la base perché si possa parlare di amore individuale che non può che essere basato sulla conoscenza della persona verso cui indirizzare o meno i propri sentimenti damore.
È ovvio che nella coppia permangano le specificità individuali, in continua crescita (modificazione) e se le variazioni non verranno costantemente condivise, alla lunga si determinerà una divisione nella sfera degli interessi individuali che porterà fatalmente alla distruzione del rapporto di coppia.
La garanzia della solidità del rapporto di coppia è costituita dalla continua comunione di idee e quindi di interessi e con riflessi positivi anche nella reciproca simpatia.
Ciò farà sì che nessuno dei due sarà interessato a nuovi rapporti di coppia vivendone uno evoluto e soddisfacente, conquistato giorno per giorno.
Se si leggono i successi e gli insuccessi, nel campo delle proprie esperienze di coppia, alla luce di quanto sopra detto si potrà avere la conferma della sua validità o meno e scoprire, nel contempo, le ragioni degli eventi della coppia.
Per quanto riguarda la crescita delle singole coscienze la causa va cercata non già nellambito della esperienza di coppia bensì nel modo in cui ciascuno riuscirà a rapportarsi con la Vita e con le problematiche inerenti.
Una felice vita di coppia potrà costituire una buona base per allargare la sfera delle proprie conoscenze ed interessi a fattori culturali più ampi, nel cammino di crescita dellEssere Umano.
Se il rapporto di coppia verrà vissuto nel senso sopra indicato, cioè basandolo principalmente sullintesa delle coscienze individuali, si eviterà la possibilità che sia la sfera sentimentale che quella sessuale diventino preminenti e quindi soggette a degenerazioni immediate o potenziali nel senso indicato nel secondo capitolo.
Chi vivrà con felicità la pienezza del rapporto di comunione spirituale non cercherà nella sfera sessuale più di quanto essa possa spontaneamente dare, in dipendenza della sua origine naturale e quindi estranea alla vera natura individuale di ciascun Essere Umano.
Per una sana vita di coppia i rapporti sessuali dovranno avere origine esclusivamente nella sfera dei sani istinti naturali e non in quella dei desideri; solo così la sessualità non darà luogo a degenerazioni capaci di trasformarla in vizio, cioè in qualcosa che sovrasta la libera volontà umana, divenendo non più fonte di piacere bensì di infelicità.
Ogni piacere naturale va accolto come un dono della vita e non dovrà da mezzo trasformarsi in fine.
È evidente che nellattuazione di un tale tipo di progetto di coppia potranno nascere dei momenti di difficoltà, ma la solidarietà e la tenerezza che nascerà e crescerà tra i due componenti, in dipendenza della loro comunione spirituale, sarà idonea a far rientrare qualunque potenziale deviazione nellambito di un equilibrato e per ciò pienamente soddisfacente rapporto vitale.
Questo è quanto risulta da una spassionata analisi di pensiero dei principali problemi connessi alla vita di coppia e potrà divenire un aiuto per coloro che vivano, o si accingano a vivere, un tale rapporto.
Indice
LEssere Umano ha in comune con gli animali una serie di istinti naturali ( istinto materno, istinto sessuale etc.) di cui prende cognizione in rapporto a determinati stimoli esterni ed interni.
Ogni istinto spinge a mettere in atto comportamenti specifici che si impongono impulsivamente alla coscienza di chi lo percepisce.
Allazione dellistinto si associa una percezione emotiva, generalmente di piacere, che compensa il soggetto delle fatiche necessarie a portare ad effetto le azioni imposte da esso.
Il ricordo del piacere, provato nelle azioni causate da un determinato istinto, può generare il desiderio di ripeterle non più per soddisfare la pulsione derivanti dallistinto, ma per provare nuovamente il piacere che ne è derivato.
Con azioni di tale natura si esce dalla sfera delloggettivo e si entra in quella del soggettivo.
Il soggetto, che prima si muoveva in dipendenza del solo istinto, ora ha in se nuove molle di azione il cui fine è quello della gratificazione.
Alla precedente dipendenza dalle pulsioni degli istinti ora si aggiunge quella dal desiderio del piacere.
Per attuare tali desideri lEssere Umano mette in moto tutte le proprie facoltà, organizzando i propri comportamenti allo scopo di soddisfarli.
Se queste fossero le sole molle dellagire umano ne risulterebbe una vita di lotta per vincere gli ostacoli che si frappongano sulla via del conseguimento del piacere.
Poiché le azioni miranti al piacere personale vengono definite egoistiche ne risulta che i comportamenti di tale genere portano alla contrapposizione egoistica degli Esseri Umani.
In un mondo così concepito sarebbe presente non solo il piacere ma anche il dolore che si percepisce nella fase di ricerca e quello che nasce in dipendenza di difficoltà oggettive in tale cammino.
Losservazione della vita della coscienza umana ci porta a scoprire che in essa vi sono altre fonti di piacere, indipendenti dagli impulsi derivanti dai meccanismi della corporeità, connessi alla sfera dei sentimenti.
I piaceri provocati dalla contemplazione della bellezza o dalla scoperta di una verità sono fattori altrettanto reali di quelli connessi alla sfera degli istinti.
I piaceri derivanti dalla sfera della corporeità sono tali da risultare dipendenti da fattori esterni non governabili dai soggetti, mentre quelli provenienti dalla sfera delle percezioni interiori rientrano nel potere di ciascun individuo e quindi sono procurabili con atti interiori non soggetti a limitazioni esterne.
È pensabile che alcuni Esseri Umani scelgano tali fonti di piacere sia per la loro intensità e durata sia per il bisogno di libertà che da essi non viene menomato e che, nel caso di incompatibilità tra le due sfere di piacere, privilegino quelli interiori a scapito di quelli esteriori.
Come la via del conseguimento dei piaceri materiali pone dei problemi tecnici, così quella del conseguimento dei piaceri spirituali esige una serie di acquisizioni cognitive per adeguare il fine alle caratteristiche dellinteriorità umana.
Tale via è quello culturale ed i soggetti che la percorrono si rivolgono alle fonti della saggezza per ricavarne le necessarie cognizioni che rendano sempre più ricca linteriorità umana.
Alla domanda se sia possibile percorrere tale via in armonia con quella dipendente dalla corporeità si può rispondere affermativamente a patto che la soddisfazione degli istinti naturali non venga connessa alla sfera dei desideri, ma si attui in obbedienza ai sani istinti.
Per ottenere tale armonia occorre liberare gli istinti dalle violenze su di essi derivanti dalla sfera del desiderio egoistico di piacere che ha in se la potenzialità di annientarsi nel cammino della sua innaturale attuazione.
Se applichiamo, quanto detto sopra in generale, alla vita sessuale, possiamo comprendere che ogni deviazione in tale campo derivi dal sottoporre tale vita ai desideri e non ai soli impulsi naturali.
Per come lEssere Umano è costituito i desideri non fanno parte della sfera corporea ma di quella interiore e se la loro soddisfazione necessita degli organi fisici ne risulta la possibilità del dolore nelle situazioni in cui non si sia in grado di disporne.
Se si contempla la via che ha portato ad aggiungere agli istinti naturali i desideri di piacere si può facilmente capire quale sia la strada per liberare gli istinti da tale associazione, fonte, alla lunga, di dolori.
È possibile indirizzare sempre più i propri desideri nella direzione dei fattori interiori, riportandoli quindi alla loro patria naturale e quindi evitandosi le pene connesse alle difficoltà, e talvolta alla impossibilità, di appagare tali desideri.
Se ci si convince che siamo noi a generare i nostri desideri, si può anche capire che rientra nel nostro potere la possibilità di apportare delle correzioni qualora rilevassimo delle imperfezioni nella nostra vita affettiva.
Per chi voglia formarsi una visione approfondita dellevoluzione della personalità umana nel cammino della conquista della libertà interiore, si consiglia lo studio de La Filosofia della Libertà di Rudolf Steiner prelevabile alla pagina:
http://www.bellia.com/steiner/testi.htm .Concludiamo queste brevi note, sul problema della ricerca di una felice vita di coppia, professando la profonda convinzione che il cammino dellEssere Umano è illimitato e che il suo destino può rientrare completamente nel suo potere, sempre che ci si convinca a riflettere profondamente sui problemi che la vita ci pone e ci si rivolga eventualmente anche allaiuto dei maestri della saggezza, che da sempre illuminano il cammino degli Esseri Umani.
Nelle pagine precedenti il problema della formazione di una coppia umana, avviata verso la felicità, è stato trattato sulla base di osservazioni pensanti, verificabili da tutti.
Va comunque considerato che il cammino degli Esseri Umani tenderà a livelli sempre più alti, per la completa realizzazione delle potenzialità spirituali di ogni singolo.
Nei capitoli successivi si darà una visione globale dellintero percorso sulla base di un testo di Anonimo intitolato STUDIO ESOTERICO DEL SESSO.
Tale testo, pur adottando una terminologia diversa da quella antroposofica, tuttavia fornisce una serie di informazioni sostanzialmente concordanti con la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner.
LAntropocrazia vuole creare le condizioni materiali perché ciascuno possa disporre del tempo necessario ad occuparsi non soltanto delle proprie esigenze materiali, ma anche di quelle spirituali.
La Via DUscita, La Neosocietà e LAntropocrazia sono libri prelevabili gratuitamente in Internet alla pagina:
http://www.bellia.com
Per prelevare il file .doc con l'aggiunta del capitolo
STUDIO ESOTERICO DEL SESSO
E-MAIL: ngbellia@antropocrazia.com