Uno spaccato sui giovani e la necessità del credito sociale [20 lug 07 12:07 by Marco] | ||
| Uno spaccato sui giovani e la necessità del credito sociale La notizia del possibile intervento dell’esercito nel napoletano e le considerazioni del ministro dell’interno Giuliano Amato: ''La criminalità deriva dall'inquinamento della vita economica, del mondo degli affari, da una violazione continua della legge e su questi temi l'esercito può fare poco'' ci sono giunte inaspettate. Domanda: Chi è che inquina questa vita economica e chi non fa controllare le violazioni continue della legge?!? Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha sottolineato di essere contrario a un uso forte dell’esercito. Se il Governo vuole risolvere questa situazione dovrebbe ragionare nel modo seguente: come facciamo a sottrarre la gioventù alla camorra ? e dopo pensare di riportare la dovuta tranquillità alla città di Napoli. Ogni forza politica deve iniziare a pensare alla gioventù. Deve concentrarsi sulla gioventu’. Deve pensare esclusivamente alla gioventù. I giovani laureati in giurisprudenza devono fare 2 anni di apprendistato gratuito, salve dovute eccezioni nel territorio, presso uno studio di avvocati per aver accesso alla loro professione. Segue un esame le cui modalità ricalcano un oltraggio alla persona. Funziona allo stesso modo per i laureandi in economia e commercio. Questi 2 anni sono sentiti dalla maggior parte di loro come una perdita di tempo e come uno sfruttamento della propria persona. Evitiamo di gridare contro quel mostro chiamato SSIS e che garantisce l’accesso alla professione di insegnante. Entrare nella scuola è un vortice da cui non si esce. Basterebbe una semplice iscrizione a un albo per queste 3 categorie senza passare per stranezze esclusivamente italiane e lasciare al libero mercato la selezione. Il controllo statale sulle professioni oltre a causare ingiustizia sociale è la fonte primaria per scoraggiare le proprie vocazioni. Gli imprenditori sanno bene queste cose e molti vanno anche all’estero pur di non dover sottostare ai vincoli burocratici imposti dallo Stato. Nelle grandi città ho conosciuto giovani ingegneri che preferiscono fare i baristi perché per 100 euro in più, non conviene stare 8 ore davanti a un computer! Tuttavia chi sta peggio di tutti sono i giovani operai che vedono da una parte la concorrenza impari della forza lavorativa straniera e dall’altra la precarietà , il nuovo mostro. L’operaio non è una persona, è un prodotto, il suo lavoro viene visto come un prodotto. Deve lavorare per sopravvivere ! Non pensano di avere dei diritti. Il loro lavoro non è tutelato. Di tutta questa situazione, se si è donna, il problema si drammatizza di più perché la donna, oltre a essere più sensibile per natura, è anche più fragile. La sua reazione quindi, è quella doversi mascolinizzare perché le sue energie naturali verrebbero mozzate sul nascere e il loro modo di comportarsi, dall’uso ricorrente dei pantaloni, all’imitazione degli atteggiamenti maschili, ne è il triste risultato. In questa situazione, non dovrebbe meravigliare che la diffusione di alcol e droga siano all’ordine del giorno o che persone a cui viene impedito di programmarsi un futuro, si rincorrano per le strade o spendano quel poco che hanno nelle macchinette nei bar o su internet (videopoker). Molto si potrebbe dire ancora, però le illusioni devono cadere. L’introduzione del reddito di cittadinanza o credito sociale, permetterebbe di vivere più dignitosamente certe situazioni, ma oggi esiste solo la visione economica, la visione economica è più importante della dignità umana. Prendendo a paragone la nota storia, Davide per uccidere Golia, lo inganna. Affrontarlo direttamente è assolutamente inutile, data lo sbilanciamento delle forze in gioco. Così per rimediare a questa situazione, è necessario iniziare a pensare alla distribuzione dei prodotti, e non a lottare per questi diritti, i fallimenti sindacali sono all’ordine del giorno. Gli scritti di G.N. Bellia, sono sprazzi di luce nel buio della visione economica che si concentra solo sulla produzione (il cui indice riflesso è il PIL che tanto preoccupa i governi!). Il reddito di cittadinanza, ossia denaro emesso a favore di tutti i cittadini, che siano occupati o meno, da nascita a morte, permette al lavoratore il poter contrattare il proprio lavoro, perché lo libera dal bisogno di sopravvivere. Questa è la via corretta. L’altra, quella di riacquistare i diritti, è la fasulla e impotente e i fatti lo hanno dimostrato e continueranno a dimostrare. Marco De Berardinis Apparso su CIAOEUROPA Anno XVI n.7 15 Giugno 2007 | ||
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